La Via degli Abati è un cammino di circa 194 km diviso in 8 tappe, da Pavia a Pontremoli, che attraversa Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Passa per Bobbio, Bardi e Borgo Val di Taro seguendo l’antica strada usata dagli abati del monastero di San Colombano per raggiungere Roma. È un percorso di montagna, con circa 8.000 metri di dislivello positivo complessivo.
Il cammino è gestito dall’associazione Via degli Abati APS, con sede a Borgo Val di Taro. Il tracciato antico è stato riscoperto alla fine degli anni Novanta dallo studioso piacentino Giovanni Magistretti; nel 2011 è uscita la prima cartoguida del tratto appenninico, poi il percorso è stato esteso fino a Pavia. Viene spesso descritto come una «Francigena di montagna», alternativa più diretta alla variante del passo della Cisa.
Il percorso
Dalla pianura del Ticino il cammino sale nell’Oltrepò pavese, raggiunge la val Trebbia a Bobbio e poi attraversa le valli del Nure, del Ceno e del Taro prima di scavalcare l’Appennino verso la Lunigiana. Il fondo alterna sterrati, sentieri e brevi tratti di asfalto; le tappe di montagna superano spesso i 1.000 metri di dislivello.
Le tappe
- Pavia – Colombarone (27,5 km)
- Colombarone – Pometo (16,7 km)
- Pometo – Bobbio (30,8 km)
- Bobbio – Nicelli (19,7 km)
- Nicelli – Groppallo (12,5 km)
- Groppallo – Bardi (21 km)
- Bardi – Borgo Val di Taro (33,3 km)
- Borgo Val di Taro – Pontremoli (31,9 km)
Il sito ufficiale indica alcune varianti: Mareto come arrivo alternativo della quarta tappa, il passaggio per Farini quando il torrente Nure non si può guadare, la variante del Monte Lama (1.345 metri) che scende direttamente a Bardi e le varianti di Osacca e Caffaraccia nella settima tappa.
La storia: la strada dei monaci di Bobbio
Il monaco irlandese Colombano fondò il monastero di Bobbio nel 613 su terre concesse dal re longobardo Agilulfo, e vi morì due anni dopo. L’abbazia divenne un centro culturale di primo piano, noto per il suo scriptorium, e i suoi abati dipendevano direttamente dal papa: per questo percorrevano con regolarità la strada verso Roma.
Il tracciato era già in uso nel VII secolo, prima dell’itinerario di Sigerico, ed era il collegamento più breve tra Pavia, capitale longobarda, e la Toscana finché il passo della Cisa rimase sotto controllo bizantino. Una rete di monasteri legati a Bobbio, tra cui quelli di Borgo Val di Taro e di Pontremoli, presidiava il percorso.
Lungo la strada
Oltre all’abbazia di San Colombano e al Ponte Gobbo di Bobbio, il cammino tocca il castello di Bardi, il borgo di Borgo Val di Taro e infine Pontremoli, dove si ricongiunge alla Via Francigena.
Informazioni pratiche
- Credenziale: si richiede all’associazione con una donazione di 15 euro e un modulo online; viene spedita per raccomandata oppure si ritira all’InfoPoint di Pavia o allo IAT di Bobbio.
- Timbri: sono disponibili in circa 25 strutture di accoglienza tra Pavia e Pontremoli.
- Testimonium: si ritira a Pontremoli; secondo il sito ufficiale è temporaneamente sospeso in attesa della nuova edizione grafica.
- Segnaletica: segnavia bianco-rossi di tipo CAI e tabelle con la sigla VA, integrati dalla sentieristica CAI locale.
- Difficoltà e periodo: il cammino richiede buon allenamento per i dislivelli e le tappe oltre i 30 km. Il guado del Nure è più agevole d’estate e in inverno i tratti in quota possono essere innevati: la tarda primavera e l’inizio dell’autunno sono in genere i periodi più adatti.
Tracce, strutture ricettive e modulo per la credenziale sono sul sito ufficiale della Via degli Abati.
Per altri itinerari nelle regioni attraversate consulta le schede di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, oppure l’elenco completo dei cammini in Italia e dei cammini spirituali.
Domande frequenti sulla Via degli Abati
Quanto è lunga la Via degli Abati?
Secondo il sito ufficiale la Via degli Abati misura circa 194 km da Pavia a Pontremoli, con circa 8.000 metri di dislivello in salita.
In quante tappe si percorre?
Il percorso ufficiale è diviso in 8 tappe, da 12,5 a 33,3 km: Pavia, Colombarone, Pometo, Bobbio, Nicelli, Groppallo, Bardi, Borgo Val di Taro e Pontremoli. Chi vuole tappe più brevi può spezzare le più lunghe usando le strutture intermedie.
Come si ottiene la credenziale della Via degli Abati?
Si compila il modulo online dell’associazione Via degli Abati APS allegando la ricevuta di una donazione di 15 euro. La credenziale arriva per raccomandata o si ritira all’InfoPoint di Pavia o allo IAT di Bobbio.
La Via degli Abati è difficile?
È un cammino di montagna: diverse tappe superano i 1.000 metri di dislivello e tre superano i 30 km. Serve un buon allenamento e attenzione al guado del torrente Nure, per il quale esiste la variante di Farini.
Qual è il periodo migliore per percorrerla?
Il sito ufficiale non indica un periodo preciso, ma segnala che il guado del Nure è più facile d’estate. In generale tarda primavera, estate e inizio autunno evitano la neve sui tratti appenninici.