In breve. Il Cammino di San Tommaso è un itinerario di 316 km in 16 tappe che collega la Basilica di San Pietro a Roma con la Basilica concattedrale di San Tommaso Apostolo a Ortona, sull’Adriatico. È l’unico cammino al mondo che unisce i luoghi dove riposano due apostoli. Si percorre a piedi in 16 giorni, con circa 12.500 metri di dislivello positivo complessivi, attraversando Lazio, Abruzzo e cinque aree protette.
Perché il Cammino di San Tommaso è unico
Nessun altro itinerario al mondo collega le tombe di due apostoli: San Pietro in Vaticano e San Tommaso a Ortona, dove le reliquie arrivarono nel 1258 dall’isola greca di Chio.
Da quel momento Ortona diventa meta di pellegrinaggio, tanto da essere chiamata ancora oggi la Santiago d’Italia. Il modello dichiarato di questo cammino, del resto, è proprio quello del Cammino di Santiago de Compostela.
Il tracciato attuale nasce nel 2013 per iniziativa dell’associazione Cammino di San Tommaso e ripercorre il pellegrinaggio compiuto da Santa Brigida di Svezia tra il 1365 e il 1368 sulla tomba dell’apostolo. Il passaggio della patrona d’Europa è ricordato dall’antica chiesa di Arielli e da un cippo a Porta Caldari, a Ortona.
Il Cammino di San Tommaso in numeri
| Dislivello positivo totale | circa 12.500 m |
| Tappa più lunga | 1ª, Roma – Albano Laziale (29,5 km) |
| Tappa più corta | 5ª, Subiaco – Monte Livata (11 km) |
| Tappa più severa | 4ª, Genazzano – Subiaco (+1.310 m) |
| Punto più alto | Monte Autore, circa 1.855 m (tappa 6) |
| Aree protette attraversate | Castelli Romani, Monti Simbruini, Sirente-Velino, Gran Sasso e Monti della Laga, Majella |
| In mountain bike | 372 km in circa 7 giorni |
| Altri modi | bici da strada, a cavallo |
| Segnaletica | standard CAI con sigla CST |
| Documento del pellegrino | Carta del Pellegrino |
| Periodo consigliato | da metà aprile a giugno, da settembre a metà ottobre |
Le 16 tappe del Cammino di San Tommaso
Distanze e dislivelli come da documentazione ufficiale dell’associazione del cammino. La somma delle singole tappe è di 317 km.
| # | Tappa | km | Dislivello |
|---|---|---|---|
| 1 | Roma (piazza San Pietro) – Albano Laziale | 29,5 | +710 / −352 |
| 2 | Albano Laziale – Artena | 27,5 | +980 / −1.060 |
| 3 | Artena – Genazzano | 18 | +637 / −548 |
| 4 | Genazzano – Subiaco | 25 | +1.310 / −1.296 |
| 5 | Subiaco – Monte Livata | 11 | +1.150 / −205 |
| 6 | Monte Livata – Camporotondo di Cappadocia | 18 | +992 / −911 |
| 7 | Camporotondo – Tagliacozzo | 15 | +418 / −1.085 |
| 8 | Tagliacozzo – Massa d’Albe | 18,5 | +590 / −440 |
| 9 | Massa d’Albe – Rocca di Mezzo | 24 | +1.000 / −619 |
| 10 | Rocca di Mezzo – Fontecchio | 16 | +300 / −930 |
| 11 | Fontecchio – Capestrano | 23 | +850 / −1.050 |
| 12 | Capestrano – Pescosansonesco | 16 | +870 / −720 |
| 13 | Pescosansonesco – Manoppello | 21 | +592 / −950 |
| 14 | Manoppello – San Martino sulla Marrucina | 22 | +1.060 / −850 |
| 15 | San Martino sulla Marrucina – Crecchio | 18,5 | +650 / −880 |
| 16 | Crecchio – Ortona | 14 | +390 / −590 |
| Totale | 317 | circa +12.500 |
Tappa 1: Roma – Albano Laziale (29,5 km, +710 / −352)
Si parte da piazza San Pietro e si attraversa Roma passando per Castel Sant’Angelo, il Pantheon, l’Altare della Patria, i Fori, il Colosseo e le Terme di Caracalla. Da Porta San Sebastiano si percorre integralmente la Via Appia Antica fino a Frattocchie, frazione di Marino.
Da qui il tracciato coincide con la Via Francigena del Sud fino alla piazza del Palazzo Papale di Castel Gandolfo, poi scende su ciclabile fino alla basilica di San Pietro ad Albano Laziale.
Tappa 2: Albano Laziale – Artena (27,5 km, +980 / −1.060)
Salita accanto all’anfiteatro romano di Albano, poi sentiero nel Parco dei Castelli Romani ancora in comune con la Francigena del Sud. Lungo il percorso restano visibili tratti di acquedotto e di basolato romano.
Dopo la piana del Vivaro e un fitto bosco di querce e castagni si raggiunge Lariano, quindi Artena con il suo labirinto di vicoli in pietra.
Tappa 3: Artena – Genazzano (18 km, +637 / −548)
Tappa breve ma con la quota più alta di asfalto dell’intero cammino. Attenzione ai circa 1,5 km sulla SP 18, trafficata. Vale la sosta nel centro storico di Cave.
Si chiude a Genazzano, dominata dal Castello Colonna e nota per il santuario della Madonna del Buon Consiglio.
Tappa 4: Genazzano – Subiaco (25 km, +1.310 / −1.296)
La tappa più impegnativa del cammino: 25 km di saliscendi continui tra Olevano Romano, Roiate, Affile e Subiaco, in prevalenza su strade secondarie asfaltate, con un tratto montano su sentiero e carrareccia.
A Roiate si incrocia il Cammino di San Benedetto.
Tappa 5: Subiaco – Monte Livata (11 km, +1.150 / −205)
Undici chilometri sempre in salita nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, con 1.150 metri di dislivello concentrati: la tappa più corta è anche una delle più dure.
Sul percorso i due luoghi benedettini più importanti del cammino: il Monastero di Santa Scolastica e il Santuario del Sacro Speco.
Tappa 6: Monte Livata – Camporotondo (18 km, +992 / −911)
Dalla faggeta di Campo dell’Osso si guadagna il Monte Autore, punto più alto del cammino a circa 1.855 m. Si segue poi il crinale fino al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, ricavato dentro un’imponente parete rocciosa.
Camporotondo di Cappadocia è il primo comune abruzzese dell’itinerario.
Tappa 7: Camporotondo – Tagliacozzo (15 km, +418 / −1.085)
Discesa in faggeta verso Cappadocia e Verrecchie, poi il sentiero per la località Piccola Svizzera e la risalita della valle fino a Tagliacozzo, uno dei borghi più belli del percorso.
Tappa 8: Tagliacozzo – Massa d’Albe (18,5 km, +590 / −440)
Si cammina su un tratto dell’antica Via Tiburtina Valeria fino a Scurcola Marsicana, con il castello e il centro storico ben conservato, poi Magliano de’ Marsi.
L’ultimo tratto è una sterrata panoramica sotto il massiccio del Monte Velino. Da Massa d’Albe merita la deviazione al sito archeologico di Alba Fucens, a 4 km e raggiungibile con i mezzi pubblici.
Tappa 9: Massa d’Albe – Rocca di Mezzo (24 km, +1.000 / −619)
Sentiero suggestivo ma sconnesso fino a Forme, poi sterrata al valico Capo la Maina, dove si trova una fontana. Si passa sotto gli impianti di Ovindoli-Monte Magnola e si attraversa l’Altopiano delle Rocche su una lunga ciclopedonale, fino a Rocca di Mezzo.
Tappa 10: Rocca di Mezzo – Fontecchio (16 km, +300 / −930)
Tappa in discesa verso la valle dell’Aterno. Il passaggio alle Pagliare di Fontecchio e la deviazione per le Pagliare di Tione, villaggi in pietra di pastori e contadini, è tra i momenti più belli del cammino, con il paretone del Monte Sirente di fronte.
Il fiume si supera su un ponte medievale, all’ingresso del centro storico di Fontecchio.
Tappa 11: Fontecchio – Capestrano (23 km, +850 / −1.050)
Si valica la montagna per scendere a Bominaco, dove l’Oratorio di San Pellegrino è conosciuto come la Cappella Sistina d’Abruzzo, con la chiesa di Santa Maria Assunta poco sopra.
Si prosegue per Caporciano, il tratturo Cinturelle-Montesecco e Civitaretenga, frazione di Navelli, patria dello zafferano dell’Aquila.
Tappa 12: Capestrano – Pescosansonesco (16 km, +870 / −720)
Dal centro storico di Capestrano si scende alle sorgenti del Tirino e al Lago di Capodacqua, ultimo punto d’acqua prima della ripida salita alla Forca di Penne, con la torre di guardia sul valico.
Discesa panoramica su sterrata fino a Pescosansonesco vecchio, dove si trova il santuario di San Nunzio Sulprizio, canonizzato nel 2018.
Tappa 13: Pescosansonesco – Manoppello (21 km, +592 / −950)
Si scende al fondovalle e si raggiunge Torre de’ Passeri, con la visita all’Abbazia di San Clemente a Casauria. Si segue poi l’acquedotto alternando sterrato e asfalto fino a Scafa.
Da qui una ciclabile porta alle acque turchesi delle sorgenti del Lavino, da guadare prima di arrivare al Santuario del Volto Santo di Manoppello, dove si conserva il velo che la tradizione identifica con quello della Veronica.
Tappa 14: Manoppello – San Martino sulla Marrucina (22 km, +1.060 / −850)
Tappa dura e bellissima. Dal Volto Santo si scende all’Abbazia di San Liberatore a Majella, romanica, con ambone del 1180 e pavimento cosmatesco del 1275.
Attraversata la valle dell’Alento si risale su sentiero impervio alla torre del Polegro, poi carrareccia fino a Pretoro. Si scende nella valle del Foro tra i mulini ricavati nella roccia, si passa da Rapino e si sale a San Martino sulla Marrucina. Da qui il tracciato è in comune con il Cammino di Celestino.
Tappa 15: San Martino sulla Marrucina – Crecchio (18,5 km, +650 / −880)
La Majella resta indietro, il mare si avvicina, i boschi cedono il posto a campi e vigneti. Si scende in valle e si risale a Filetto, poi si raggiunge il Convento della Santissima Annunziata che domina l’omonima valle.
Una lunga carrareccia porta a Canosa Sannita e infine al Castello Ducale di Crecchio.
Tappa 16: Crecchio – Ortona (14 km, +390 / −590)
Ultima tappa, corta e ad alta densità emotiva. Dal centro storico di Crecchio si scende al Parco dei Mulini, poi si cammina tra i vigneti fino alla Fontana del Vino della cantina Dora Sarchese.
All’ingresso di Ortona il monumento al carro armato canadese ricorda la Battaglia di Ortona del 1943, che devastò anche la basilica, poi ricostruita nelle forme originarie. Nella cripta della Basilica concattedrale di San Tommaso Apostolo un sarcofago dorato custodisce le reliquie dell’apostolo.
Dopo la visita, ancora qualche centinaio di metri fino al Castello Aragonese, affacciato sull’Adriatico. Qui il Cammino di San Tommaso finisce.
Quanto è difficile il Cammino di San Tommaso
Non è un cammino facile. I 316 km si distribuiscono su circa 12.500 metri di dislivello positivo: una media di 780 metri al giorno, con punte oltre i 1.300.
Le tappe più severe sono la quarta (Genazzano – Subiaco, +1.310 m), la quinta (Subiaco – Monte Livata, +1.150 m in soli 11 km) e la quattordicesima (Manoppello – San Martino, +1.060 m). Le prime due tappe sfiorano invece i 30 km ciascuna.
Chi ha meno allenamento può spezzare le tappe iniziali e affrontare la salita a Monte Livata come mezza giornata. L’itinerario alternativo in 7 tappe proposto dalla Regione Abruzzo, invece, è pensato per chi si muove in bici o in auto: a piedi somma giornate da oltre 40 km.
Segnaletica e tracce GPX
La segnaletica segue lo standard CAI con la sigla CST: bandierine bianco-rosse dipinte, segnavia rosso-bianco-rosso con il logo del cammino, pali in legno con targa in alluminio e frecce direzionali nei centri abitati.
La copertura è buona nel tratto abruzzese, più discontinua in Lazio, dove alcuni segnavia risultano nascosti o rimossi. Le tracce GPX non sono un accessorio: sono indispensabili, e si richiedono gratuitamente all’associazione insieme alla Carta del Pellegrino.
Carta del Pellegrino e attestato finale
La Carta del Pellegrino è il documento che attesta il passaggio sui sentieri del cammino: l’equivalente della credenziale di Santiago, da timbrare lungo il percorso.
Si richiede via email all’associazione, che invia anche le tracce GPS e l’elenco aggiornato delle strutture convenzionate:
- Carta del Pellegrino, tracce GPS e informazioni logistiche: gruppotecnico@camminodisantommaso.org
- Attestato di fine percorrenza: segreteria@camminodisantommaso.org
- Convenzioni e collaborazioni: info@camminodisantommaso.org
Richiedi la Carta con qualche settimana di anticipo: arriva per posta.
Dove dormire lungo il Cammino di San Tommaso
Non esiste una rete di ostelli per pellegrini come sul Cammino di Santiago. Si dorme in strutture convenzionate — B&B, agriturismi, pro loco, case parrocchiali — il cui elenco aggiornato viene inviato dall’associazione insieme alla Carta del Pellegrino.
Alcuni punti tappa sono paesi appenninici molto piccoli, con una sola struttura disponibile: prenotare in anticipo non è una precauzione, è una necessità. I centri con più scelta e più servizi sono Albano Laziale, Valmontone, Genazzano, Subiaco, Tagliacozzo, Rocca di Mezzo, Torre de’ Passeri, Orsogna e Ortona.
Acqua, servizi e cammino con il cane
L’acqua non è un problema: fontane e centri abitati sono distribuiti su tutto il percorso. Le eccezioni da gestire sono le salite lunghe, Forca di Penne e Monte Livata, dove conviene partire con le borracce piene.
Quasi ogni paese ha un minimarket e un bar, molti un ufficio postale con bancomat, ma nelle frazioni appenniniche più piccole il contante può non essere prelevabile. Il cane è ammesso, con l’accortezza di verificare i regolamenti delle aree protette, in particolare nel Parco dei Monti Simbruini, dove le regole di accesso sono più restrittive.
In bici, in MTB e a cavallo
Il cammino è percorribile anche in mountain bike, su un tracciato dedicato di 372 km in circa 7 giorni, oltre che in bici da strada e a cavallo.
I tratti più semplici, privi di dislivelli rilevanti, sono anche i più adatti a chi cammina con bambini o con carrozzine attrezzate per il fondo sterrato: Roma – Albano Laziale, Artena – Valmontone, Cappadocia – Tagliacozzo, Ovindoli – Terranera, Bominaco – Lago di Capodacqua, Scafa – torrente Lavino, Pretoro – Rapino, Orsogna – Canosa Sannita e Crecchio – Ortona.
Quando andare
Primavera e autunno sono le finestre giuste: da metà aprile a giugno e da settembre a metà ottobre. Il cammino supera i 1.800 metri sul Monte Autore e attraversa l’Altopiano delle Rocche, una delle zone più fredde d’Italia: prima di maggio la neve sui tratti alti è possibile.
In estate il problema si sposta sui tratti asfaltati e sulle colline abruzzesi, dove il caldo si fa sentire. In inverno le tappe 5, 6 e 9 richiedono esperienza di montagna e attrezzatura adeguata.
Come arrivare e come tornare
La partenza è nel centro di Roma, servita da tutti i collegamenti nazionali: da Termini si raggiunge piazza San Pietro con la metropolitana.
Il rientro da Ortona è comodo: la stazione è sulla linea adriatica Ancona-Pescara-Bari, con cambio a Pescara Centrale per i collegamenti verso Roma e il nord. Da Pescara partono anche autobus diretti per Roma Tiburtina.
I cammini che si incrociano
Il Cammino di San Tommaso condivide tratti con altri itinerari, utile per costruire varianti o percorsi ad anello:
- Via Francigena del Sud, da Frattocchie a Castel Gandolfo (tappe 1 e 2)
- Cammino di San Benedetto, a Roiate (tappa 4)
- Cammino di Celestino, da Manoppello a Crecchio (tappe 14, 15 e 16)
- Cammino naturale dei parchi, che collega Roma all’Aquila attraversando le stesse aree protette