Il Sentiero dell’Inglese è un cammino di circa 110 km in 7 tappe che attraversa la Calabria Greca, all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Ripercorre il viaggio compiuto a metà Ottocento dal pittore e scrittore inglese Edward Lear, e collega Pentedattilo a Staiti passando per Bova e Galliicianò.
È uno dei cammini più particolari del Sud Italia: attraversa l’area grecanica, dove si parla ancora il greco di Calabria, e tocca borghi arroccati, fiumare, paesi fantasma e terrazzamenti coltivati a bergamotto.
Sulle orme di Edward Lear
Edward Lear, viaggiatore inglese della metà dell’Ottocento, fu tra i primi europei a inoltrarsi nelle terre più remote del Regno delle Due Sicilie. Raccolse quell’esperienza nel “Diario di un viaggio a piedi”, accompagnandola con le sue litografie: è da quel racconto che nasce il tracciato.
L’itinerario è stato ricostruito nel 1994 all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Attorno a esso è cresciuto un sistema di accoglienza gestito direttamente dalle comunità locali, l’Ospitalità Diffusa, che rende il cammino anche un progetto di sviluppo per un territorio spesso dimenticato.
Le 7 tappe del Sentiero dell’Inglese
- Da Pentedattilo a Bagaladi
- Da Bagaladi ad Amendolea di Condofuri
- Da Amendolea a Bova, passando da Galliicianò
- Da Bova al punto panoramico di Monte Grosso e ritorno a Bova
- Da Bova a Palizzi
- Da Palizzi a Pietrapennata
- Da Pietrapennata a Staiti, valicando Monte Cerasia
Le tappe richiedono in media dalle 4 alle 6 ore di cammino. La quarta è un anello che parte e torna a Bova, quindi si può saltare o sostituire con una giornata di riposo nel borgo.
I luoghi da non perdere
Pentedattilo, il borgo abbandonato che si apre come una mano di pietra sulla rupe, è il punto di partenza più scenografico del cammino.
Galliicianò è il piccolo borgo dove si conserva più saldamente la lingua grecanica, con la chiesa ortodossa della Panaghia tis Elladas nella parte alta del paese.
Bova, che Lear definì “l’azzurra Bova”, è considerata la capitale culturale della Calabria Greca ed è inserita fra i Borghi più Belli d’Italia. Si erge su un crinale, dominata dai resti del castello normanno.
Quando andare e cosa sapere
I periodi consigliati sono la primavera, da marzo a giugno, e l’autunno fra settembre e ottobre. L’estate è sconsigliata per il caldo intenso, mentre in autunno e inverno le piogge possono rendere difficile o pericoloso il guado delle fiumare.
Proprio il guado della fiumara Amendolea è il punto più delicato del percorso: quando la portata è elevata, esiste una variante che raggiunge Bova seguendo il sentiero CAI 152 del Parco, in circa tre ore.
Il Sentiero dell’Inglese è uno dei principali cammini della Calabria. Trovi tutti gli altri itinerari nella guida a tutti i cammini in Italia.
Domande frequenti sul Sentiero dell’Inglese
Quanto è lungo il Sentiero dell’Inglese?
Il percorso misura circa 110 km, divisi in 7 tappe che si percorrono in una settimana. Ogni tappa richiede in media dalle 4 alle 6 ore di cammino.
Dove parte e dove arriva?
Il cammino parte da Pentedattilo, il borgo abbandonato sulla rupe a forma di mano, e arriva a Staiti dopo aver valicato Monte Cerasia. Nel mezzo attraversa Bagaladi, Amendolea, Galliicianò, Bova, Palizzi e Pietrapennata.
Perché si chiama Sentiero dell’Inglese?
Prende il nome da Edward Lear, pittore e scrittore inglese che a metà Ottocento attraversò a piedi queste terre e ne raccolse il racconto nel Diario di un viaggio a piedi. L’itinerario è stato ricostruito nel 1994 sulle sue tracce.
Qual è il periodo migliore per percorrerlo?
I periodi consigliati sono da marzo a giugno e da settembre a ottobre. L’estate è sconsigliata per il caldo, mentre nei mesi più piovosi il guado delle fiumare può diventare difficoltoso.
Che cos’è l’Ospitalità Diffusa?
È il sistema di accoglienza nato attorno al cammino e gestito direttamente dalle comunità locali della Calabria Greca. Il camminatore dorme e mangia nelle strutture dei borghi attraversati, e la sua presenza sostiene direttamente l’economia del territorio.
Si parla ancora il greco lungo il percorso?
Sì. Il cammino attraversa l’area grecanica dell’Aspromonte, dove sopravvive il greco di Calabria. Galliicianò e Bova sono i centri in cui questa eredità linguistica e culturale è più viva.